La morte a Venezia “Der Tod in Venedig” di Thomas Mann- 1912 – recensito per noi da Kallipigia

copj13asp2Il romanzo, pubblicato nel 1912, è forse quello che ha dato maggiore lustro all’autore. La sua già delineata tendenza- sin da “ Buddenbroock”- ad evidenziare le distanze tra il mondo borghese e il mondo dell’arte, tocca qui il suo culmine.
Il protagonista è un non più giovane scrittore, molto noto, che ha dedicato la sua vita all’abnegazione e al lavoro per la scrittura, ma che ad un certo punto della sua  vita sente l’esigenza di evadere dalle regole e dall’austerità. Viene rapito da un sogno di vacanze esotiche, ma per non tradire del tutto la sua natura che è pur sempre votata alla produzione, decide di non allontanarsi molto e  di andare dunque a Venezia.

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“Il giorno prima della felicità” di Erri De Luca – recensito da Lilith F.

mailgooglecom2Il giorno prima della felicità. Un gran giorno. Un giorno che inizia con un Libro che per copertina non ha una copertina, bensì solo il bianco di una luce che acceca, come è il giorno prima della felicità. Una pagina bianca piena di luce, in cui perdersi.
E’ questo il nuovo splendido Capolavoro di Erri De Luca, scrittore partenopeo, che prima di essere quello è un cantastorie, un Uomo, con la U maiuscolo, che le sue storie le vive, le prova sulla pelle, le elabora, le metabolizza e poi le trasforma in romanzi: Storie per l’anima.

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“La Bussola d’oro” di Philip Pullmann – recensito per noi da Elisianna

copj13aspUn romanzo fantastico in cui l’autore  dimostra di avere tutte la capacità di tenere il lettore col fiato sospeso fino alla fine.
L’immaginario si fonde in maniera incredibile con una realtà drammatica e a tratti crudele fino alla brutalità.
L’ingenuità e la purezza dei bambini con i loro dolcissimi daimon si contrappongono ad una verità inquietante: quale sarà il loro destino?
E come può una madre tradire la fiducia della propria figlia?Che cos’è la Polvere?
Potrà una bambina con la sua “bussola d’oro”sconfiggere il male oscuro a cui va inconsapevolmente incontro?

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“Quello che non sai di me” Eva e Marco – recensito da Lilith F.

mailgooglecomUna proposta che può sembrare di primo acchito leggera, frivola, quasi banale e dal profondo senso adolescenziale, ma un Libro   che letto invece riesce e dare molto, molto di più, che quello che la bellissima copertina, dolce e romanticamente accattivante, già sembra promettere.
Un’Opera dai toni delicatissimi, un diario, ma non di quelli barbosi e morbosi, una sorta di romanzo a puntate fatto di piccole frasi, ricordi, appunti, parole sussurrate e mai dette, pensieri, discorsi nati dal cuore, piccoli gesti, sguardi accennati appena.

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“Numero Uno” Gigi Buffon-Roberto Perrone – recensito da Lilith F.

copj133Il punto di vista di chi la palla in campo, la vede arrivare da un’angolazione davvero particolare. Figura chiave, carismatica, talvolta risolutiva, che si tende forse troppo a trascurare.
Ogni calciatore, dovrebbe ricoprire almeno una volta nella vita il ruolo di portiere, per poter capire bene il gioco del calcio da tutte le sue posizioni e in tutte le sue versioni.
Una biografia, quella del più grande portiere di tutti i tempi, definito dai più, un vero Extraterrestre del calcio, di quelle figure di passaggio che lasciano il segno, dettano scuola e poi finiscono la propria carriera con il merito di aver scritto la pagine più belle di un gioco, che è il bene comune di tutti.

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“Una ragazza comune” di Burnham Schwartz John – recensito da Lilith F.

copj132Un Libro di recente uscita. Un’uscita in sordina per giunta, per un Testo impossibile da ignorare: una storia romantica, forte, vibrante, eppure intrisa di un senso profondo di dolore, difficile da contenere ed assimilare.
Una copertina che buca la carta, che sembra in tutta la drammaticità delle sue tinte, fosche per scelta, esprimere ciò che all’intero  è racchiuso nelle pagine di un romanzo che ha il gusto della fiaba alla rovescia, ma la profonda veridicità del credo di un popolo che le proprie sensazioni, le proprie emozioni, il proprio vivere tende a tenerlo intimamente chiuso nelle camere dei propri Palazzi e nel silenzio dei Templi, senza sventolarlo ai quattro venti, a farlo divenire diceria metropolitana.

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“Le affinità elettive” di Goethe J. Wolfgang – recensito da Elisianna

copj13asp7Un libro che affronta in toni morbidi, ma disinvolti i grandi temi dell’amore e della morte intrecciando lo struggersi dei cuori alla bellezza e alla pacatezza della natura che li circonda.
L’autore in modo sommesso, ma nello stesso tempo “Sfacciato” contrappone la sacra istituzione del matrimonio all’accettazione silenziosa dell’adulterio e i protagonisti con lucidità disarmante si piegano all’ineluttabilità delle loro passioni in quanto frutto dell’umano destino.

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“SCUSA MA TI CHIAMO AMORE” Federico Moccia – recensito da Lilith F.

copj131Un titolo che è già tutto un programma. Un invito alla lettura dolce, suadente, curioso, quasi misterioso, per un Libro che rende appieno tutto lo splendore di un’intestazione tanto ardita.
“Scusa ma ti chiamo amore”  una frase emblematica.
Ma di chi è la voce capace di formulare una citazione tanto chiara, tanto sentita, ‘di stomaco’ proprio? In grado di far trasalire il lettore, come anche l’interlocutore più disincantato e restio ai sentimenti? Sicuramente  poteva essere solo la sua! Quella della giovane protagonista femminile generata di getto dalla penna per adolescenti più famosa degli ultimi tempi: il Moccia di “Tre metri sopra il cielo”, Libro cult dei giovani adolescenti moderni.

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LE FIABE DI BEDA IL BARDO Rowling J. K. – recensito da Lilyth F. per Mag-Libri

copj13Un Libro piccolo, di poche pagine appena, con una copertina dalle calde tonalità pastello a presentarlo davvero attraente.
Semplice, leggero, delicatamente infantile, senza fronzoli né eccessivi orpelli a presentarlo, nessuna sviolinata, nessun eco di urla a fargli da apripista, eppure il Libro di Fiabe più bello uscito negli ultimi tempi, scritto dalla mano più famosa che la Letteratura moderna abbia trovato negli ultimi tempi, il cui nome da solo basta a lasciare a bocca aperta: Rowling J. K.

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Twilight – recensito da Lilith F. per Mag-Libri

twilightUna storia d’amore bellissima, fra le più romantiche degli ultimi anni, una scrittura leggera, veloce, intimista, capace di tenere col fiato sospeso, di coinvolgere, far sospirare, pizzicare le corde più recondite dell’animo e far sognare anche i più duri di cuore; questi gli ingredienti di un successo editoriale senza precedenti: Twilght. Un secondo Titanic. E il paragone è forte,  grandioso, un’eredità da sogno e al contempo pienamente meritato.

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Il gabbiano Jonathan Livingston (Jonathan Livingston Seagull, 1973) di Richard Bach

il-gabbiano-jonathan-livingstone_fronteLa letteratura è un volo, un salto dell’anima verso il cielo. Un tentativo del nostro spirito di arrivare a mete altrimenti precluse. Un esempio chiarissimo di tale facoltà ci viene offerto da un libercolo che negli anni ‘70 ha travalicato paesi, monti e fiumi per ricordarci il desiderio della libertà.
Il gabbiano è un simbolo così forte da bastare da sé a comunicare la sua intima vocazione: il volo perfetto.  Questo comporta grandi sacrifici e solitudini forzate, ma il richiamo del proprio Io supera ogni ostacolo. La trasmissione dell’insegnamento è il cardine su cui si basa la forza del libro. Oltre alla mirabile brama di conoscenza che ci induce a ricercare, è anche una spinta a seguire il proprio istinto e la propria autodeterminazione.

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“The catcher in the rye” (Il giovane Holden) di J.D.Salinger, recensito da Kallipigia per voi

bd018the-catcher-in-the-rye-by-j-d-salinger-postersIl titolo originale letteralmente significa il coglitore nella segale, colui che acchiappa nel campo di segale. E’ questa l’immagine che il protagonista – il giovane Holden Caulfield, adolescente ribelle – ipotizza quando sente la strofa della vecchia canzone di cui viene citato il verso.
Il libro è considerato di formazione, negli Stati Uniti viene letto a scuola, sebbene sia stato, tra gli anni sessanta e gli anni ottanta, il più censurato nelle librerie e nelle scuole superiori. Solo nel 2006 è uscito dalla lista dei libri ritenuti più pericolosi .

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Julio Ramon Ribeyro – Kallipigia ne parla a Mag-Libri

2nkhooj1Crudo e saporito, come un pinzimonio. Il sapore vivace del finocchio immerso nella delicatezza dell’olio. Questo è quello che richiamo alla mente quando leggo i racconti di Julio Ramon Ribeyro, scrittore peruviano nato nel 1929 a Lima. Il suo mondo, apparentemente, tragico e disperato suggerisce invece sconfinati spazi di amore e di fiducia nell’umanità. La vita moderna delle metropoli sembra incombere inesorabilmente sulle anime di coloro i quali conservano ancora sentimenti semplici e umani.

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Bad Chili di Joe R. Lansdale – recensito da Il Bibliotecario

151_badchili_1175362943Ci siamo…via col mambo. Qui abbiamo qualcosa di…politically non proprio corretto, tanto per usare un termine che fa tendenza.  “Lansdale e’ abilissimo nel condurre dialoghi comico-deliranti che creano un effetto estraniante su situazioni cupe e malsane”..ok,ok… non non sono parole mie, e’ Ammaniti che ne parla bene, ma concedetemi l’onore della citazione.  Ma andiamo per ordine. Luogo: Texas, LaBorde (paesino piccolo, ma, credetemi,…incasinato…) chi: una coppia di detective (e amici)  decisamente fuori dall’ordinario, Hap Collins (bianco spiantato, di mezza eta’ e a suo modo idealista) e Leonard Pine (di colore, gay e decisamente mente lucida e razionale della coppia) chi altro:

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“Gargoyle” di Andrew Davidson – recensito da Il Bibliotecario

copj13asp6Nel suo profondo vidi che s’interna legato con amore in un volume cio’ che per l’uomo si squaderna……  Cosa mai puo’ legare il destino di un uomo, un professionista della pornografia,  che conduce una vita libera da sentimenti o legami e una scultrice “ossessiva” di Gargoyle di pietra? Un incidente, le fiamme,  un risveglio in un corpo orrendamente deformato dalle ustioni, l’incontro con la scultrice ospite di un reparto psichiatrico. Il racconto di un passato vissuto da amanti.  Raccontare una storia puo’ salvare una vita XXXIII capitoli (numero non casuale) legati da un filo continuo fatto di amore, passione misticismo ironia dolore e gioia.

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L’autobiografia di Jean-Paul Pougala

L’autobiografia di Jean-Paul Pougala – giovane imprenditore Camerunese di formazione Europea, è a tal punto fitta, anzi stipata, di accadimenti da richiamare la tradizionale immagine della melagrana. Fitta nel tempo perché, nell’ambito di un’esistenza non ancora giunta ai quarantacinque anni, riassume un’esperienza storica plurisecolare. Da una vera e propria condizione di schiavitù familiare, infantile e adolescenziale, giunge, attraverso vicende non di rado al limite dell’inverosimiglianza, al compimento di un travagliato “curriculum studiorum”, fino alla laurea in economia conseguita in Italia e poi fino alla sua attuale posizione di imprenditore esperto di triangolazioni a livello intercontinentale. Altrettanto fitta è la dimensione spaziale della sua storia, segnata da un costante andirivieni tra l’Africa, l’Europa e la Cina, non senza un importante soggiorno formativo tra Canada e Stati Uniti.

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“BEN HUR” di Lewis Wallace. Recensito da Lilith F. per Mag-Libri

“Ben Hur: a Tale of the Christ”, ovvero “Ben Hur: un racconto su Cristo”, uno dei più conosciuti e appassionati romanzi storici della letteratura mondiale, in cui magicamente si intrecciano vicende storiche e favolistiche e da cui sono state tratte celebri pièce teatrali e film indimenticabili.
Un Libro stupendo le cui pagine sono state capaci di portare generazioni di lettore indietro nel tempo, fra Roma e la Palestina, negli anni del principato di Augusto e in quelli del regno di Tiberio.

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IL CODICE GATTUSO LE DODICI REGOLE DI GENNARO IVAN GATTUSO. recensito da Lilith F.

Oltre che essere un bravissimo calciatore, un uomo conscio delle necessità altrui (e a questo proposito promotore  di una Fondazione benefica a favore dei meno fortunati la Fondazione “Forza Ragazzi”), un’altra delle armi che rendono il poliedrico Gennaro Ivan Gattuso, calabrese, classe 1978, la persona meravigliosa che tutto il mondo ammira e ‘ci’ invidia, è l’ironia e una gran bella  dose d’innata simpatia, tutta naturale.
Come pubblicava la Gazzetta dello Sport il 05 aprile 2008: una vita da Ringhio (da quando scappava da scuola per andare a vendere il pesce) al doppio Mondiale in azzurro a Berlino in rossonero in Giappone;  le regole di vita, tradotte in dialetto, di uno dei calciatori più singolari: “Il Codice Gattuso” è questo, una fedele, allegra e leggerissima lezione di vita tutta da gustare attraverso le pagine di un Libro esilarante e saggio, che molto attinge dalla cultura proverbiale calabrese, ‘cugina stretta’ dell’altrettanto famosissima ‘filosofia partenopea’.

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“LA LEGGENDA DI OTORI” Hearn Lian. Recensito da Lilith F.

Un romanzo di avventura in puro stile nipponico che rappresenta una meravigliosa sorpresa per i cultori del genere. Fresco, frizzante, carico di mistero, misticismo, azione, pieno di un romanticismo sussurrato, cantato a bassa voce fra il rimbombare delle spade e il silenzio dei Templi, a far da cornice a grandi personaggi che per classificarsi eroi non hanno bisogno del suono di fanfare, “La leggenda di Otori” è così: un Libro per l’anima.
Dolce, delicato, ma anche forte, vigoroso, vivo, in questo Testo c’e né per tutti, nessuno escluso:
In un Giappone antico e magnifico, dove crudeltà e riti familiari si intrecciano, comincia la storia di Takeo, strappato alla sua vita tranquilla quando il suo villaggio viene brutalmente distrutto dai guerrieri del perfido Lord Iida.

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“NOI, I RAGAZZI DELLO ZOO DI BERLINO” Christiane F. Recensito da Lilith F.

Un libro che è la fotografia di un’epoca, la denuncia cruda  e chiara di un malessere che ha fatto più vittime tra i giovani, che un male incurabile.
Raccontato dalla viva voce della protagonista, Cristiane F., una giovanissima tedesca come tante sue coetanee, che nonostante l’età puberale, ha avuto l’ardire e la sfacciataggine di dichiarare senza falsi pudori di aver già visto “tutto della vita”, con un filo di orgoglio narcisistico quasi  irritabile; riportando nero su bianco la sua esistenza fatta di sballi, abusi e sregolatezze consumati a dispetto di ogni regola in una Germania buia e solitaria, con una fierezza assurda.

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