Il mare: i suoi fondali, il blu intenso della sua forza, il mistero, la superficie: il suo antro, le sue bellezze incontaminate, il fascino di luoghi inaccessibili, il brivido di creature da leggenda, il noto e l’ignoto che come un nodo avvolgono la fantasia e catturano la mente con il loro patos facendo schizzare a mille l’adrenalina. Un’emozione unica ed irripetibile, forte, selvaggia, vera, senza tempo questo è “Ventimila leghe sotto i mari”.
Certamente uno dei classici più brillanti della storia della letteratura, un’avventura che è la madre di tutte le avventure, un Libro che ha fatto scuola e continua con il suo smalto inalterabile a farne a milioni di generazioni. Un tuffo in quel mondo permeato di magia che solo i grandi maestri della scrittura sono riusciti a plasmare in modo tanto vivido e vero, da farlo apparire vivo e palpabile.
Una gioia per i sensi, tutti e cinque i sensi, con le loro descrizioni così nitide, le voci, le grida, i canti del mare, lo splendore di una natura integra, il profumo intenso della salsedine, il brivido sotto pelle dell’avventura, il sale secco sulle labbra.
Un incantesimo che non è solo per ragazzi ma anche e soprattutto per adulti Ventimila leghe sotto i mari (nell’originale francese Vent mille lieues sous les mers) uno dei romanzi anticipatori della fantascienza più conosciuti di Jules Verne (1828-1905). Superbo nell’edizione originale, pubblicata nel 1870 da Hetzel, che conteneva alcune illustrazioni di Alphonse de Neuville e Eduard Riou, un pezzo di storia ormai.
Ventimila leghe sotto i mari costituisce il secondo capitolo di una trilogia che inizia con i figli del Capitano Grant e si conclude con L’isola misteriosa.
La storia ambientata nel periodo successivo alla guerra di seccessione, segue le avventure dei protagonisti a bordo del sottomarino sperimentale Nautilus, costruito in segreto e comandato dal misterioso Capitano Nemo.
Quello che appare come un misterioso mostro marino affonda le navi incontrate lungo il suo percorso. I pochi testimoni scampati alle stragi raccontano di aver visto due grandi occhi fluorescenti e un corpo di massa enorme muoversi a velocità prodigiosa. Pierre Aronnax, professore naturalista al Museo di Storia Naturale di Parigi, famoso per aver pubblicato un’opera sulla vita sottomarina, viene chiamato a prendere parte alla spedizione che avrebbe dovuto liberare definitivamente i mari dal mostro. Assieme al suo fedele servo Conseil si imbarca sull’Abraham Lincoln, nel quale incontreranno il valente fiociniere Ned Land.
Dopo molti mesi di navigazione l’Abraham incontra finalmente il famigerato mostro. Durante lo scontro, Aronnax e Conseil finiscono in mare, restando parecchie ore in balìa delle onde. Quando ormai la morte sembra sopraggiungere, sentono però la voce di Ned Land, anch’egli scaraventato in mare, che chiamava aiuto; seguendo l’eco lo raggiungono. Il fiociniere stava in piedi sopra quella che sembrava un isola galleggiante. Capiscono poi (erano immersi nell’oscurità) che l’isola non era altro che il “mostro”, o meglio, una nave sottomarina. I tre uomini vengono catturati dai marinai del Capitano Nemo e rimangono a bordo del Nautilus come suoi “ospiti”. Da qui ha inizio un lungo viaggio pieno di imprevisti ed avventure che permette a Jules Verne di realizzare descrizioni epiche e ricche di fascino.
I tre protagonisti partecipano alla caccia nelle foreste sottomarine di Crespo, navigano sotto al canale di Suez, prima della sua apertura ufficiale, partecipano alla lotta contro i calamari giganti, arrivano a raggiungere il polo Sud.
Il capitano Nemo è un uomo geniale, ma allo stesso tempo oscuro e misterioso, che afferma di aver rinunciato alla società degli uomini e tagliato qualsiasi legame con la terra ferma. Lo si vede tuttavia aiutare gli autonomisti greci donando loro i tesori da lui trovati sul fondo del mare. Mostra inoltre un odio implacabile nei confronti delle navi che portano una certa bandiera, che affonda sistematicamente per vendicare la sua famiglia.
Più volte Land tenta invano di organizzare un piano di fuga, anche contro la volontà dello stesso professor Aronnax, poiché quest’ultimo non vuole lasciare il Nautilus, tante sono le bellezze e le scoperte che gli possono permettere di approfondire i suoi studi sul mondo marino. Dopo un po’ di mesi però la vita dentro il sottomarino cominciò a diventare più monotona; il Capitano Nemo si chiude sempre più in sé stesso e i protagonisti, anche il professore, non provano più lo stesso entusiasmo iniziale. Ned Land ne approfitta per organizzare un nuovo tentativo di fuga, ma improvvisamente il sottomarino viene risucchiato dal terribile gorgo del Melstrom, vicino alle coste della Norvegia. Scaraventati fuori dalla nave, a causa della furia tremenda del mare i fuggitivi svengono …
Il Nautilus e il suo misterioso Capitano Nemo sono divenuti da tempo elementi ben presenti nell’immaginario collettivo, risultato di un capolavoro che è a metà fra avventura e fantascienza e che adesso occupa, di diritto, il posto di classico della letteratura.
L’avventura è ad ogni miglio percorso dai nostri personaggi, un’avventura che nasce fin dalla prima pagina, a causa di un misterioso evento che non anticipo per ovvi motivi. La ricerca e la curiosità, la brama di sapere, spingono i nostri protagonisti verso quello che diventerà un incredibile viaggio sotto i mari.
Della fantascienza c’è più che il profumo. Verne ci offre una storia densa di innovazioni scientifiche, di ritrovati e tecnologie impensabili che non finiscono di meravigliare i protagonisti e noi che leggiamo. Lontani dalla fantascienza asimoviana, quella di fine ottocento entusiasma ancor di più, perché ha in sé un misto d’antico e moderno, due aspetti che si fondono creando un ibrido che affascina e trascina.
Con la lettura di questo romanzo ci immergiamo anche noi a capofitto nelle avventure marine e soprattutto sottomarine, visitando assieme ai personaggi luoghi mai visti o soltanto sentiti nominare, dall’Oceano Pacifico all’Oceano Indiano, dal Mar Rosso al Mediterraneo fino a toccare il Polo Sud, incontrando balene e capodogli, polipi, meraviglie subacquee e misteri di un mondo che ci pare sempre meno conosciuto.
La fantasia di Jules Verne ci lascia così soddisfatti e ripagati e con la voglia di leggere ancora le sue avventure narrate con maestria. Il romanzo è inoltre arricchito da numerose e splendide incisioni d’epoca, un tesoro inestimabile.
Lilith F.




